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TEMPO di QUARESIMA / ANNO A /
2 MARZO 2008: 4a DOMENICA
LITURGIA DELLA DOMENICA - Letture
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Antifona d'ingresso
Rallegrati, Gerusalemme, e voi tutti che lamate, riunitevi.
Esultate e gioite, voi che eravate nella tristezza:
saziatevi dellabbondanza della vostra consolazione. (cf. Is 66,10-11)Colletta
O Padre, che per mezzo del tuo Figlio
operi mirabilmente la nostra redenzione, concedi al popolo cristiano
di affrettarsi con fede viva e generoso impegno
verso la Pasqua ormai vicina. Per il nostro Signore Gesù Cristo...Prima lettura / 1Sam 16,1.4.6-7.10-13
Davide è consacrato con lunzione re dIsraele.Dal primo libro di Samuele
In quei giorni, il Signore disse a Samuele: «Riempi dolio il tuo corno e parti. Ti mando da Iesse il Betlemmita, perché mi sono scelto tra i suoi figli un re». Samuele fece quello che il Signore gli aveva comandato.
Quando fu entrato, egli vide Eliàb e disse: «Certo, davanti al Signore sta il suo consacrato!». Il Signore replicò a Samuele: «Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io lho scartato, perché non conta quel che vede luomo: infatti luomo vede lapparenza, ma il Signore vede il cuore».
Iesse fece passare davanti a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripeté a Iesse: «Il Signore non ha scelto nessuno di questi». Samuele chiese a Iesse: «Sono qui tutti i giovani?». Rispose Iesse: «Rimane ancora il più piccolo, che ora sta a pascolare il gregge». Samuele disse a Iesse: «Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui». Lo mandò a chiamare e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto.
Disse il Signore: «Àlzati e ungilo: è lui!». Samuele prese il corno dellolio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore irruppe su Davide da quel giorno in poi. Parola di Dio.Salmo responsoriale / Sal 22
Rit. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca lanima mia.Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni.Seconda lettura / Ef 5,8-14
Risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà.Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità.
Cercate di capire ciò che è gradito al Signore. Non partecipate alle opere delle tenebre, che non danno frutto, ma piuttosto condannatele apertamente. Di quanto viene fatto in segreto da [coloro che disobbediscono a Dio] è vergognoso perfino parlare, mentre tutte le cose apertamente condannate sono rivelate dalla luce: tutto quello che si manifesta è luce. Per questo è detto: «Svégliati, tu che dormi,
risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà». Parola di DioCanto al Vangelo / (Gv 8,12)
Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!
Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me, avrà la luce della vita.
Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!Vangelo / Gv 9,1-41
Andò, si lavò e tornò che ci vedeva.+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo».
Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere lelemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «Luomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi e mi ha detto: Va a Sìloe e làvati!. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dovè costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Questuomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E cera dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha letà, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha letà: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo luomo che era stato cieco e gli dissero: «Da gloria a Dio! Noi sappiamo che questuomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve lho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quelluomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che lavevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio delluomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane».
Parola del Signore.Forma breve: Gv 9, 1.6-9.13-17.34-38
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita; sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere lelemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Questuomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E cera dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che lavevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio delluomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. Parola del SignorePreghiera sulle offerte
Ti offriamo con gioia, Signore,
questi doni per il sacrificio:
aiutaci a celebrarlo con fede sincera
e a offrirlo degnamente per la salvezza del mondo.
Per Cristo nostro Signore.Antifona di comunione
Il Signore ha spalmato un po di fango sui miei occhi:
sono andato, mi sono lavato, ho acquistato la vista,
ho creduto in Dio. (cf. Gv 9,11)Preghiera dopo la comunione
O Dio, che illumini ogni uomo
che viene in questo mondo,
fa risplendere su di noi la luce del tuo volto,
perché i nostri pensieri
siano sempre conformi alla tua sapienza
e possiamo amarti con cuore sincero.
Per Cristo nostro Signore.
MEDITAZIONEPoco prima di ricorrere alle parabole, Gesù lodava il Padre per aver rivelato ai piccoli i misteri del
regno, nascosti ai sapienti e agli intelligenti. Viene espresso così, in forma ancora più netta, quel
rovesciamento di situazione riconoscibile nell'episodio della guarigione del cieco nato: Gesù è venuto
perché i ciechi vedano e quelli che vedono diventino ciechi.Sotto lo sguardo del Cristo, luce del mondo, gli uomini prendono posizione per o contro di lui. Alcuni
pretendono di vedere e di sapere. Ma sono attaccati alle loro vedute umane, e misurano le opere del
divino inviato col metro della loro angusta sapienza. Se rifiutano di credere in lui, non potranno che
costatare, nella cecità del loro cuore: "Costui non sappiamo di dove sia!" (Gv 9,29).Il cieco guarito, dal canto suo, sa una cosa soltanto: l'uomo che gli ha aperto gli occhi non può venire
che da Dio. Umile certezza racchiusa in uno sguardo da cui dipende tutta la vita! In mezzo alle
opposizioni che subito incontra, colui che era stato cieco deve ancora affinare la sua vista per
riconoscere, al di là dell'uomo e del profeta, il figlio dell'uomo e il Signore. Soltanto l'iniziativa
totalmente gratuita di Gesù gli permetterà di giungere a questa visione personale di fede: "Tu l'hai
visto: colui che parla con te è proprio lui!" (Gv 9,37).Attraverso il battesimo, l'uomo peccatore rinasce dalle tenebre alla luce del Cristo. Ma deve ancora
imparare a vedere ogni cosa con lo sguardo della fede. La vita cristiana è un lungo catecumenato:
una lenta crescita, attraverso il chiaroscuro di questo mondo, della luce ricevuta e intravista, fino a
che risplenderà con pienezza il giorno del Cristo. Ciechi finalmente guariti, luci nate dalla luce,
potremo allora prostrarci davanti a lui.
(da "Vienna International Religious Centre")
2 Marzo 2008: 4a Domenica / Tempo di Quaresima A - OMELIE DISPONIBILI:
* D. MARIO MORRA - Responsabile CSDM-Centro Sal. Documentazione Mariana
* D. RICCARDO DELLA VALLE - Confessore in Basilica Maria Ausiliatrice
* LUCA DESSERAFINO - Diacono Permanente - Basilica Maria Ausiliatrice
* D. SEVERINO GALLO (+) fu Confessore in Basilica M. A. (da Repertorio Omelie)
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