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 Anno Liturgico  A  

          TEMPO DI NATALE / ANNO A /
        13 GENNAIO
2008: BATTESIMO DI GESU'
        LITURGIA DELLA DOMENICA / Omelia


Io ti battezzo

Un giorno, Giovanni Battista, o battezzatore, s'incontra con Gesù, il quale viene a chiedergli il battesimo, mescolandosi tra i peccatori.

Giovanni si accorge che qualcosa non funzione: "Quell'uomo, pensa tra sé, non è un peccatore". Gesù gli dice che si deve adempiere ogni giustizia, cioè si deve compiere fino in fondo la volontà di Dio. Giovanni lo battezza e subito dopo vede lo Spirito Santo scendere e posarsi su Gesù.

Allora capisce che il Messia non si sarebbe presentato al mondo come un re glorioso e trionfante, bensì come compagno di strada di ogni uomo, come un che cammina con tutti gli uomini, santi e peccatori, come uno di loro.

Appena fatta questa prima vera esperienza di Gesù, Giovanni sente il bisogno di dire: "Io non lo conoscevo. Ma ora che lo conosco poso testimoniare che è il figlio di Dio, che è l'Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo, che è colui che prende su di sé i peccati degli uomini e ottiene per loro il perdonali di Dio".
Se grande anzi grandissimo è il gesto di umiltà di Gesù, colui che è la Santità in persona, nel chiedere il Battesimo a Giovanni, è altrettanto grande, anzi grandissimo il nostro Battesimo.
Ascoltiamo allora un inno in onore del Battesimo tratto da un Discorso sull'Epifania, attribuito a
Sant'Ippolito, sacerdote:

"Chi scende con fede in questo lavacro di rigenerazione, che è il fonte battesimale,
- rinuncia al diavolo e si schiera on Cristo,
- rinnega il nemico e riconosce che Cristo è Dio,
- si spoglia della schiavitù del peccato
- esce dall'acqua battesimale splendido come il sole
- emette raggi di giustizia
- e soprattutto, e qui siamo al vertice, diventa figlio di Dio e coerede di Cristo"
(Dal Breviario Romano, vol. 1, p.571).

Alla luce di queste sublimi parole e soprattutto di questa sublime realtà, io ti domando, caro fratello e cara sorella: Sei contento e onorato:

- di chiamarti cristiano
- di essere cristiano, di parlare e di agire da cristiano? Oppure…

Ebbene, il mondo oggi non ha bisogno di cristiani camufatti e sfuggenti, bensì di cristiani coraggiosi. Sappi o Cristiano, che tu sei importante: la salvezza del mondo dipende anche da te.
Così disse un giorno il padre francescano Francesco Faldani:


"Dopo 35 anni che sono in Corea, dove ho battezzato almeno 5.000 coreani, sono tornato in Italia per alcuni mesi. Ho trovato un paese evoluto, ricco, industrializzato: tutti, o quasi hanno l'automobile, e magari due; tutti o quasi, hanno la casa o magari due. Ma la fede, la preghiera, la vita cristiana dove sono andate a finire?

Allora sono andato in cristi, Che senso ha, mi sono domandato, che io sia andato in Corea ad annunciare Gesù Cristo, se poi nella mia Italia, i miei stessi fratelli, tutti battezzati, oggi non sanno più che cosa sia la fede né la vita cristiana?".


    Amen!                                                                             D. RICCARDO DELLA VALLE sdb               

                                                                      

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