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TEMPO DI NATALE / ANNO A /
06 GENNAIO 2008: EPIFANIA DEL SIGNORE
LITURGIA DELLA DOMENICA / OmeliaABBIAMO VISTO LA SUA STELLA Nella prima lettura il profeta Isaia ha affermato: "Spunterà una luce che illuminerà tutti i popoli della terra".
Nel Vangelo odierno, la profezia di Isaia diventa splendida realtà: i re Magi infatti, stranieri e pagani, illuminati da una stessa, arrivano a Gerusalemme e poi a Betlemme. E là, sempre illuminati dalla stella, entrano trasognati in una stalla, e vedono un bambino con sua madre, si prostrano, lo adorano, gli offrono i loro doni.
Qui possiamo domandarci:
Come hanno potuto questi Re Magi, stranieri e pagani, fare un salto così vertiginoso da una stella a una stalla, da una reggia a una mangiatoia, fino al punto di adorare come Dio quel bambino mai visto, e così povero da nascere in una grotta? Tutto è dono gratuito di Dio e questo sì, è un vero miracolo: il dono della fede, la luce della fede.
Qual è il grande messaggio della fede dell'Epifania?
Gesù non è venuto solo per qualcuno: egli è venuto per tutti gli uomini di tutti i tempi. E se Dio nel suo infinito amore chiama alla salvezza tutti gli uomini, buoni e cattivi, sani e malati, bianche e neri, santi e peccatori, chi siamo noi per escludere questi e quelli, queste e quelle?
Gesù non è monopolio privato di nessuno, di nessun popolo, di nessuna religione, di nessun gruppo, di nessuna elite. Gesù è colui, grazie al quale, tutti gli uomini e tutte le donne, sono uguali davanti a Dio; è colui, grazie al quale, tutti possono, come ha affermato San Paolo apostolo nella seconda lettura, partecipare alla comune chiamata alla salvezza eterna.
Ed ora la storia non di tre ma di quattro Re Magi.
Tutti e quattro guardano il cielo, aspettando l'apparizione di una stella speciale. Finalmente, con immensa gioia, la vedono. Il suo messaggio è preciso: è nato il Messia! In tutta fretta si preparano per il lungo e misterioso viaggio.
"Siete degli illusi" dicono alcuni. "Non troverete niente" dicono altri. "Siate saggi: prima di partire informatevi bene" sussurrano alcuni. "C'è proprio bisogno di andare di persona e chissà fin dove? " domandano altri. "Mandate solo un messaggio" concludono tutti.Ma essi partono. Attraversano il deserto sui loro cammelli, in un viaggio lungo e difficile. Anche nei momenti tristi essi guardano la stella che li guida e proseguono. Finalmente arrivano a Betlemme, entrano in una grotta, s'inginocchiano davanti al piccolo figlio di Maria e gli offrono i loro doni. Nel vedere il Signore, il cuore di Melchiorre, Gaspare e Baldassarre si riempi ei gioia immensa.
Ma il quarto re? Era il più giovane e magari in piena notte si è addormentato.Quanto poi sé svegliato non ha più visto né la stella né gli altri tre re Magi, Per questo è costretto a vagare a lungo tra le dune.
Una sera, stanco e sfinito, non sperando più di poter trovare il Messia, dà tutti i suoi doni ad un bimbo di una povera famiglia in fuga verso l'Egitto. Vagando or qua or là, da un'oasi all'altra, passano tanti anni. Ed è ormai vecchio quando giunge a Gerusalemme.Qui tra una folla urlante, di colpo riconosce il Messia in quell'uomo che, tutto sanguinate, porta sulle spalle una croce verso il Calvario. Gli si postra davanti e prega: "Perdonami, o Signore, se mi sono perso per strada, e se solo ora, senza doni e troppo tardi, sono giunto ad adorarti".
Tra dolori lancinanti, Gesù gli risponde con dolcezza:"Capita a tutti di perdere la strada; ma non dire più che sei arrivato troppo tardi. Infatti sei stato proprio tu che per primo mi hai dato tutti i tuoi doni quando, nel deserto, circa 30 anni, mi hai incontro bambino in braccio alla mia dolcissima mamma Maria di Nazaret, in groppa ad un asinello guidato da Giuseppe, tutti e re in fuga da Betlemme verso l'Egitto".
Quando si fa un dono a chi ne ha bisogno, è sempre a Gesù che lo si fa. E Gesù non lo dimenticherà mai.
Amen! D. RICCARDO DELLA VALLE sdb
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