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TEMPO DI NATALE / ANNO A /
30 DICEMBRE 2007: SANTA FAMIGLIA
LITURGIA DELLA DOMENICA / OmeliaGESU', MARIA E GIUSEPPE, INSIEME La Liturgia ci presenta oggi la Famiglia di Nazareth come modello delle nostre famiglie cristiane, affinché in esse fioriscano le stesse virtù e lo stesso amore.
Certo, i componenti la Famiglia di Nazareth, Gesù Giuseppe e Maria, sono del tutto eccezionali, per virtù e santità. Come è possibile che le nostre famiglie cristiane possano imitare un modello tanto alto?S. Paolo, nella lettera ai cristiani di Colossi, ci dice che è possibile realizzare una famiglia Santa, sul modello di quella di Nazareth, attuando il programma di vita da lui tracciato. Paolo si rivolge ad una comunità cristiana, ed espone le virtù che devono regnare in ogni comunità di fede.
La famiglia cristiana è, per sua natura, la prima comunità di fede, la prima Chiesa, "Chiesa domestica, Chiesa in miniatura".
Ecco allora le esortazioni di S. Paolo:
"Rivestitevi, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza, sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente come il Signore ha perdonato a voi".
Sono così le nostre famiglie? Vivono in questo clima? Oppure anche nelle nostre famiglie regnano l'arroganza anziché l'umiltà; l'insofferenza e l'intolleranza anziché la comprensione e l'accettazione reciproca; il rancore anziché il perdono; l'egoismo invece dell'amore?
Il programma tracciato da S. Paolo è molto elevato; richiede rinnegamento di sé, e continua conversione. Che cosa può renderlo possibile? S. Paolo prosegue:"Al di sopra di tutto vi sia la carità, che è il vincolo della perfezione"; vi sia cioè l'amore che proviene da Dio, infuso dallo Spirito Santo, partecipazione dello stesso amore che vi è tra le Persone della SS. Trinità.
La buona volontà non basta, anche se è indispensabile; non basta l'amore umano, anche se necessario. Ci vuole l'amore soprannaturale, dono di Dio, che è stato infuso in noi nel Battesimo e nella Cresima, e che è stato donato in modo speciale agli sposi nel Sacramento del Matrimonio, come sostegno ed elevazione del reciproco amore umano.
Come si alimenta questo amore, in modo che diventi sempre più fuoco che brucia le scorie della miseria umana, forza che aiuta a superare gli ostacoli e le difficoltà della vita di ogni giorno, consolazione nei momenti di dolore e di angoscia, luce che illumina nei momenti di dubbio e di tenebra? S. Paolo indica due fonti: l'ascolto della Parola di Dio e la Preghiera.
"La Parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente" sia cioè di casa, familiare, quotidiana, e con abbondanza. Bisogna fare della Parola di Dio il nutrimento sostanziale della propria vita spirituale, confrontarsi continuamente con essa, per avere il giusto orientamento, le indicazioni precise del volere di Dio.
E con la Parola, la Preghiera:"Cantando a Dio di cuore e con gratitudine, salmi, inni e cantici spirituali. E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di Lui grazie a Dio Padre".
La preghiera unisce ed affratella: Famiglia che prega unita, vive unita; la preghiera aiuta a superare le inevitabili difficoltà della vita familiare, ed illumina nel fare le scelte giuste al momento giusto.
Dove sono finite quelle famiglie patriarcali che, specialmente nelle lunghe serate invernali, si riunivano, giovani e vecchi, nella recita della preghiera e del Rosario? Benedetti i Papà e le Mamme che sanno ancora insegnare ai loro figli a pregare, e che pregano con loro.
La Santa Famiglia di Nazareth protegga sempre le nostre famiglie cristiane e tenga vivi in esse l'ascolto della Parola di Dio e la Preghiera.
D. MARIO MORRA sdb
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