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 Anno Liturgico  A  

          TEMPO DI NATALE / ANNO A /
        30 DICEMBRE
2007: SANTA FAMIGLIA
        LITURGIA DELLA DOMENICA / Omelia

Al di sopra di tutto vi sia la carità

Dopo la Solennità del Santo Natale e della sua ottava, infatti il giorno di Natale, come quello di Pasqua, non si conclude con la sera, ma si prolunga per gli otto giorni successivi come fosse tutto un unico grande giorno; la Chiesa in questa domenica ricorda la Santa Famiglia di Gesù.

Dopo aver gioito per la nascita del Redentore per ben otto giorni, l'ottavo giorno siamo invitati a gioire per la sua santa famiglia.

Ed ecco perché le letture che troviamo in questo giorno sono tutte centrate su questa tematica. Nella prima lettura il libro del Siracide, un libro collocato nella collana dei libri sapienziali della Bibbia, che racchiude quella sapienza che da sempre i padri trasmettevano ai figli per poter continuare a tener viva la Tradizione; presenta quali siano i compiti che spettano ai padri, ai figli, alle madri. Interessante è l'incipit del brano: "Il Signore vuole", la sapienza veicolata in questi libri è non solo un sé una sapienza umana, ma porta in sé un importante riferimento a Dio, al Signore.

L'uomo antico mette tutto il suo agire sotto l'azione del Signore come buon credente, perché sa che sol da Lui può ricevere quello che spera. In una società patriarcale, come quella antica particolarmente forti risuonavano queste indicazioni perché iniziavano a far spazio ad una mentalità di reciprocità, di amorevolezza, che solo Gesù nel Nuovo Testamento porterà a compimento.

San Paolo, nella lettera ai Colossesi, riprende il filo del Primo Testamento, ma lo pone in un'altra ottica, in un'ottica di fede in Gesù Cristo. Scrivendo alla comunità di Colossi, Paolo descrive come deve essere la vita famigliare secondo il comandamento dell'Amore.

centro del brano, infatti, pone una frase molto significativa che racchiude tutto ciò che ogni credente in Cristo è chiamato a porre in atto:

"Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo di perfezione".

Paolo tutto ciò che riguarda la vita del credente, e dunque anche la famiglia è in stretto legame con la carità, che è il motore di tutta la vita cristiana. Ed ecco, allora che solo partendo da qui, dalla carità, poi le varie esplicazioni che l'apostolo fa' alle mogli, ai mariti, ai figli, ai padri, hanno senso e significato, appunto perché al centro dei rapporti deve starci la carità, quella stessa carità che ha mosso Gesù a rivelarci l'amore del Padre.

Il Vangelo ci narra la fuga in Egitto dei Gesù, Giuseppe e Maria. Una sottolineatura significativa a riguardo di Giuseppe è che sempre egli ascolta la parola che Dio, tramite il suo messaggero gli porta, e senza discutere se sia opportuna o meno, si mette subito a farlo. Giuseppe sa che il garante della sua famiglia è Dio stesso, quindi sa che il suo atteggiamento verso i Suoi "comandi" non può che essere di totale obbedienza, solo così egli onorerà il progetto che Dio gli ha affidato.

Per noi oggi fermarci un po' a riflettere su questa famiglia, anche se viviamo in un periodo che di discorsi su essa, la famiglia, di certo non mancano, sia pro che contro, ci è molto di aiuto per vari motivi.

Sicuramente riflettere sull'agire di Dio che per incarnarsi ha voluto aver bisogno di una donna e di un uomo, e quindi di una famiglia non può che suscitare in noi profonda commozione per un Dio, che nemmeno per un istante ha voluto escludere la creazione dalla Sua manifestazione, ma ha saputo valorizzarne gli elementi e con ciò rivelare proprio il Suo disegno su di essa.

Questo ci porta a dire che la realtà in cui viviamo non è indifferenziata, ma ogni cosa è formata con un ben preciso scopo, che è l'amore, come ce lo rivela il Figlio di Dio. E così anche l'amore, di cui abbiamo esperienza, non è indeterminato, tutto uguale, tutto possibile, ma è determinato da quell'Amore che Gesù è venuto a portarci perché ritratto del Dio Amore, e proprio questo ha un indelebile riflesso nella famiglia umana, per lo stesso volere del Padre.

L'amore di ogni famiglia cristiana deve necessariamente riflettere l'amore della Santa Famiglia, perché in essa si trova il genuino riflesso dell'amore trinitario che in Gesù è dato ad ogni uomo e donna. Ogni famiglia credente è chiamata ad amarsi di un amore che si spende l'uno per l'altro senza perdere la propria unicità personale, ed è chiamato ad esserne testimone fedele e gioiosa nel momento storico in cui vive, nel luogo dove è, all'interno di una rete parentale a cui deve fare riferimento.

Capiamo allora la grandezza e il perché la Chiesa subito nella prima domenica dopo Natale pone la sua e nostra attenzione sull'ineffabile bellezza della Santa Famiglia, affinché ogni famiglia umana possa attingere il suo modo proprio di vivere ed amare perché chiamata anch'essa a quella santità che è per tutti.

                                                                                               LUCA DESSERAFINO sdb


                                                                      

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