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TEMPO DI NATALE / ANNO A /
30 DICEMBRE 2007: SANTA FAMIGLIA
LITURGIA DELLA DOMENICA / Omelia
LA FAMIGLIA NEL PROGETTO DI DIO Festa della Santa Famiglia.
Ognuno di noi porta nel volto e più ancora nel cuore i tratti della propria famiglia: Dio ha voluto così, ha voluto la collaborazione della famiglia per generare la vita e quindi ognuno di noi nasce legato a una famiglia. Per questo la famiglia appartiene ai valori primari della persona ed è fondamento di tutta la società, che è un insieme di famiglie.Ma qual è oggi la situazione della famiglia?
Oggi, purtroppo, la famiglia sembra un viandante, che ha smarrito la strada e il mondo intero soffre per questo smarrimento.
C'è di più. Nella nostra società appare chiaro un progetto di sovvertimento e di demolizione della famiglia. Infatti, i "modelli ufficiali" presentati dalla stampa e dalla televisione, spesso, sono persone fallite a livello familiare: e alcuni, vedendo, lentamente, lo accettano come fatto normale.
Oggi la libertà viene frequentemente usata per giustificare egoismi e paurose situazioni di adulti, rimasti allo stadio infantile del capriccio.L'emancipazione della donna, in tanti casi, invece di elevare la sua dignità, ha distrutto il ruolo femminile all'interno della famiglia. Infatti la donna ha perso la dedizione, l'amore alla vita e al servizio di tenerezza, che le è tipico e congeniale. Oggi molte donne sono spose parziali e madri parziali: c'è qualche cosa che le attira "prima" della famiglia e "fuori" dalla famiglia.
Anche l'uomo ha rinunciato al ruolo di guida educativa insieme alla sposa; spesso la presenza dell'uomo nella casa è soltanto in funzione di uno stipendio da portare.
Evidentemente siamo fuori dal progetto di Dio: è urgente ritrovare la strada della famiglia, perché il mondo si salva attraverso famiglie costruite sul progetto di Dio.
E' doveroso prendere coscienza dell'importanza della famiglia, al di là delle dichiarazioni di superamento e di inutilità, oggi proclamate con inaudita leggerezza.La Bibbia, parola di Dio, è decisamente da parte della famiglia e in difesa del suo ruolo insostituibile.
Infatti quando la Bibbia racconta la creazione dell'uomo, non fa altro che raccontare la creazione della famiglia. Ascoltiamo le prime pagine della Bibbia:
"E Dio disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine e nostra somiglianza"...
"Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò" (Gn. 1,26-27).Cioè: creò la famiglia.
Gesù, figlio di Dio, venendo sulla terra, non ha voluto niente per sé: ha rifiutato le nostre ricchezze e ogni benessere, ma non ha rinunciato alla famiglia.
Infatti, nel pensiero di Dio, la famiglia è un bene sommo, è la ricchezza al di sopra di tutte le ricchezze.
Il primo miracolo, che inaugura la sua vita pubblica, Gesù lo compie a favore di un famiglia in disagio, a Cana.Il significato è evidente: la famiglia sta nel cuore di Dio, è la sua prima preoccupazione.
Nella predicazione, Gesù difende la famiglia da ogni vento di egoismo, condanna esplicitamente il divorzio. Infatti, a un gruppo di farisei risponde: il divorzio è contro il progetto di Dio, perché Dio è fedele e vuole fedeltà.
Del resto l'unità dei genitori è stampata irreversibilmente nei figli. Per questo i due saranno una carne sola e ciò che Dio unisce, l'uomo non lo separi.
Sono parole che non solo difendono la famiglia, ma dànno alla famiglia il ruolo di pietra angolare che sostiene la sicurezza dei figli: quindi del mondo intero, perché siamo figli, prima di ogni altro ruolo e qualifica.La famiglia come può rispondere al progetto di Dio?
Il Vangelo di oggi ci presenta una famiglia che fugge all'ira di un re forsennato, accecato dall'odio e dalla presunzione.
La Famiglia di Nazaret è l'immagine di ogni santa famiglia, che vive nel tempo del peccato: è una famiglia perseguitata.Ogni famiglia che vuol vivere il progetto di Dio si prepari a soffrire, si tenga pronta alla persecuzione. E' sempre stato così.
I retti di cuore non hanno mai avuto vita facile: però il sacrificio fa crescere la virtù e offre nuovi spazi alla carità: per questo è una benedizione.
La Famiglia di Nazaret ci dà un'altra lezione: Essa è tutta raccolta attorno al Figlio e vive l'amore del Figlio, come servizio per la sua vocazione.
(Maria e Giuseppe assistono, meravigliati, alle varie scadenze della vita di Gesù, che rivelano sempre più chiaramente il disegno di Dio su di Lui.Con cuore aperto e docile volontà essi raccolgono tutti gli sprazzi di luce, che Dio offre per far loro comprendere la vocazione del Figlio: e si mettono gioiosamente al servizio della volontà di Dio.
Questo è il compito di ogni genitore. Saper cogliere nella vita dei figli tutti i segnali che rivelano il compito di bene, che è stato loro assegnato da Dio: e guidarli, educandoli ad amare le caratteristiche della loro personalità, facendole maturare per un servizio di amore tra i fratelli.
E' una missione stupenda e impegnativa).Famiglie vere dànno figli felici e generosi: e i figli felici e generosi diventano il mondo nuovo, pacificato nel cuore e in tutte le loro relazioni.
Madre Teresa di Calcutta ha detto: "Quando un giorno moriremo, il Signore ci dirà: "Non avevo una casa, chi me l'ha data? Volevo nascere, chi mi ha fatto nascere? Volevo una famiglia, chi mi ha dato una famiglia?"La Festa della Santa Famiglia ci ricorda, opportunamente, che nella famiglia cristiana si celebra quella stupenda e insostituibile "liturgia del quotidiano", che è sorgente di queste virtù: accoglienza reciproca, perdono, piccoli gesti di bontà, parole semplici, condivisione delle umili realtà della vita di ogni giorno, pace ricostruita dopo gli inevitabili contrasti, armonia di cuori, e... tanta gioia... tanta felicità.
Sì, felicità, perché la vera gioia può regnare solo in famiglie profondamente cristiane.
C'era una volta uno stolto. Aveva casa, figli, agiatezza. Però era infelice.
Andò in cerca della felicità fuori casa. Mangiò, bevve, e si divertì. Ma in tutti i suoi tentativi non trovò quello che desiderava: la felicità. Ritornò a casa.
Appena toccò la soglia, uscì una bellissima giovane, che gli disse: "Addio! Addio!"
- "Chi sei?", domandò.
- "Sono quella felicità che tu un giorno non hai riconosciuto. Per dieci anni ti ho atteso invano... e ora me ne vado. Cieco e stolto che sei! E' volontà di Dio che solo in una famiglia "santa" si trovi la vera felicità dell'uomo. Addio!".Cari fratelli e sorelle, ci aiuti la Madonna a rendere le nostre famiglie sempre più "sante", perché possiamo gustare la vera felicità, che Gesù ha fatto fiorire nella Santa Famiglia di Nazaret.
D. SEVERINO GALLO sdb (+ 23. 3. 2007)
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