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TEMPO DI NATALE / ANNO A /
25 DICEMBRE 2007: SANTO NATALE
LITURGIA DELLA DOMENICA / OmeliaE' NATALE PER TUTTI! E' Natale!
Mentre attorno a noi c'è il Natale:
* consumistico e turistico
* tradizionale e sentimentaleper noi Cristiani c'è un solo Natale, il Natale (cioè nascita) del Signore! Certo ci deve essere anche festa e gioia, perché il Signore è venuto. Ci mancherebbe solo che non ci fosse né gioia né festa!
Oggi è Natale!Che cosa significa questa festa?
* E' solo un gentile scambio di regali?
* E' solo un ritrovarsi insieme in serena intimità?Ma allora per chi è povero, per chi soffre, per chi manca di lavoro, non è Natale?
Natale è un dono.
Quel bambino piccolo, debole, bisognoso di tutto, che guardiamo nella povertà di una mangiatoia, è il "dono di Dio", è il dono per eccellenza, è il figli di Dio dato a noi, nato per noi.In un romanzo di alcuni anni fa, Il Cardinale, il futuro cardinale, vedendo un suoi nipotino e prendendolo in braccio, esclama:
"Finché nasce un bambino,
Dio ci vuole ancora bene!".Se è giusto dire tanto su ogni bambino che nasce su questa terra, cosa non si dovrebbe acclamare ed esclamare davanti al Bambino Gesù, Figlio di Dio?
Fattosi uomo come noi, anche lui come noi:
* ha gioito e ha sofferto,
* ha lavorato e ha amato,
* ha sorriso e ha pianto.E ha parlato, e ci ha detto:
"Io vi reco il lieto annuncio della speranza per gli uomini e le donne di tutti i tempo e di tutti i luoghi. Dio Padre via ama e anch'io vi amo. Per questo sono venuto: perché tutti voi siate salvi e abbiate la vita. Per chi è caduto e ha peccato, io porto il perdono".
Il poeta indiano Tagore racconta di una mamma che un giorno vide partire da casa l'unico suoi figlio. Non aveva più avuto notizie di lui, ma nel fondo del suo dolore e della sua angoscia, quella mamma aveva la fortissima speranza che quel figlio sarebbe tornato. Per questo ogni sera si affacciava all'uscio della casetta e guardava lontano. Prima di andare a dormire, a notte fonda, preparava un posto a tavola, accendeva la lampada e lasciava la porta socchiusa.
Una vicina le domandò: "Perché fai così? Non ha paura a lasciare l'uscio aperto di notte?". La mamma, con un lampo negli occhi, rispose: "Attendo mio figlio. So che tornerà. Lo sento. Potrebbe tornare nel cuore della note e non avere il coraggio di entrare. Io voglio che si senta atteso, che senta tutto l'amore di sua mamma, che trovi il suoi posto a tavola preparato come nelle sere in cui ritornava stanco dal lavoro. Povero figlio, avrà bisogno di sentir che tutto può tornare come prima, anzi più bello di prima".Natale è tornare a casa!
Dio Padre sa che noi figli prodighi torneremo a casa. Per questo lascia sempre aperta la porta del suoi cuore e sempre accesa la lampada del suo amore.
E' Natale: è tempo di tornare a casa.
Dio Padre è là sull'uscio di casa che ci aspetta per fare festa insieme, Credetemi: sarà festa grande!
Amen! D. RICCARDO DELLA VALLE sdb
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