Home Page - Italiano       

 Home Page - Liturgia della Domenica   

 Anno Liturgico  A  

          TEMPO DI AVVENTO / ANNO A /
     
   25 DICEMBRE 2007SANTO NATALE
        LITURGIA DELLA DOMENICA / Omelia

SANTO NATALE

L'invito alla gioia ed all'esultanza pervade tutta la Liturgia della Solennità del S. Natale: "Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete, come si esulta quando si divide la preda" scrive il profeta Isaia.

"Vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo" dice l'Angelo ai pastori. "Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama" cantano gli Angeli sulla grotta, ad esprimere la lode gioiosa non solo della terra, ma anche del cielo.
E ci viene spiegata la ragione di tanta gioia: "Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio"; un bimbo ed un figlio eccezionale perché "sulle sue spalle è il segno della sovranità" è Re. "È chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace".

Contrastano però con questa atmosfera di gioia, la realtà cruda della scena, lo squallore della stalla dove Gesù è nato e le parole del Vangelo: Maria "lo avvolse in fasce e lo mise a dormire in una mangiatoia, perché non avevano trovato altro posto."

Domandiamoci allora perché Gesù abbia voluto nascere in quelle condizioni. Certo avrebbe potuto scegliersi un luogo più decente. Ha invece voluto scegliere una stalla; perché? Per essere più vicino ai poveri, agli umili, per farsi uno di loro; per condividere la condizione degli ultimi, in modo che nessuno si sentisse lontano da lui o a disagio con Lui; per farci capire che il suo regno non sarà costruito sulla forza, sulla potenza, sulla ricchezza, ma sull'amore, sull'umiltà, sul distacco dalle cose terrene; per dirci con chiarezza che chiunque vuole seguirlo deve farsi povero, umile, non contare sulle cose di questo mondo; che l'uomo è grande agli occhi di Dio non per quanto possiede, ma per quello che è; che l'uomo sarà ricco della grazia di Dio nella misura in cui saprà prendere le distanze dagli idoli del denaro, del benessere e del potere.

Non avevano trovato altro posto che una stalla. Possibile che nessuno abbia sentito compassione per quella povera Madre, Maria, che stava per dare alla luce il suo bambino? Possibile che nessuno le abbia fatto spazio nella propria casa? È incredibile, ma è accaduto! E ci rattrista molto, perché ci dice a che punto può arrivare l'insensibilità umana. Ma quello che ci rattrista ancora di più è che il fatto si è ripetuto nella storia e continua a ripetersi.

Realmente Gesù non trova posto nel nostro cuore, quando noi preferiamo i nostri egoismi, i nostri pensieri, i nostri comportamenti invece di seguire i suoi insegnamenti, i suoi desideri. Gesù non trova posto in larghi strati della nostra società che preferisce fare posto ad una mentalità pagana e materialista, preferisce gli idoli del denaro, del piacere, dell'egoismo e dell'interesse.

Eppure Gesù è venuto per portarci l'amore di Dio Padre, la pace, la gioia. Il profeta Isaia esclama: Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio ed è chiamato: Consigliere ammirabile, Dio potente, Principe della pace…e la pace non avrà fine sul trono di Davide, che Egli viene a consolidare e a rafforzare con il diritto e la giustizia.
E San Paolo aggiunge: È apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che ci insegna a vivere con sobrietà e giustizia e pietà in questo mondo. Gli angeli cantano sulla culla: Pace in terra agli uomini che Dio ama.

Se dunque il Bambino è venuto per la nostra gioia e la nostra pace, per instaurare rapporti di giustizia e di amore fra gli uomini, spalanchiamogli il nostro cuore senza alcuna paura, togliamo da noi tutto quello che gli impedisce di nascere e crescere in noi con la sua grazia e di arricchirci della sua vita divina.
Diamoci da fare tutti perché Gesù sia accettato dai nostri fratelli e dalle nostre sorelle, da tutti, perché il Vangelo ispiri le scelte importanti del nostro vivere civile, se vogliamo costruire un mondo migliore, in cui regni veramente la giustizia e la pace.

Andiamo anche noi, insieme ai pastori, con il cuore aperto e sincero, alla capanna di Betlemme; troveremo anche noi Maria e Giuseppe, troveremo Gesù, il nostro Salvatore. E con i pastori ritorneremo anche noi pieni di gioia glorificando e lodando Dio per il grande dono che ci ha fatto.

                                                 D. MARIO MORRA sdb

                                                                      

  Home Page - Italiano       

 Home Page - Liturgia della Domenica   

 Anno Liturgico  A  

                   VISITA Nr.