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TEMPO DI AVVENTO / ANNO A /
02 DICEMBRE 2007: 1a DOMENICA
LITURGIA DELLA DOMENICA / OmeliaSVEGLIARSI DAL SONNO SPIRITUALE Ogni nuovo anno liturgico è un dono di grazia, un dono di Dio. Verso chi dobbiamo camminare? Questa stessa domanda se l'ha fatta anche l'apostolo Pietro:
"O Signore, da chi andremo?"
E subito rispose:
"Tu solo hai parole di vita eterna".Cristo è venuto 2000 anni fa. Cristo ritornerà alla fine dei tempi. Noi oggi siamo tra la prima e la seconda venuta. Siamo dunque nel tempo dell'attesa. Dobbiamo allora vivere con l'atteggiamento del servo, il quale, come ci dice oggi Gesù, attende vigilante il ritorno del padrone.
Oppure, e ancor meglio, vivere con il desiderio della sposa che attende impaziente - perché innamorata - colui che ama.Purtroppo non erano innamorati di Dio gli uomini ai tempi di Noè, tant'é che mangiavano e bevevano e non si accorsero di nulla, neppure del diluvio, che li distrusse tutti. E' Gesù stesso che lo dice nel vangelo odierno.
Ma quel Gesù che venne a noi 2000 anni fa a Betlemme e che ritornerà alla fine dei tempi, non è lontano da noi e dal mondo, bensì è qui in mezzo a noi. Lui c'è, lui è qui: sta a noli vederlo, scoprirlo, sentirlo.
Purtroppo, molti non lo vedono, non lo scoprono, non lo sentono. E vivono come se Dio non ci fosse. Siamo in un mondo sempre più ricco di tecnologia, ma sempre più povero di fede e di amore.
Certamente non si può negare che ci sia disorientamento, inquietudine, nostalgia, paura. Tanto che si finisce per domandarsi:"Dove stiamo andando?". Ma ecco la buona notizia: Gesù nasce per noi a Betlemme e ci dice: "Non abbiate paura. Io ho vinto il mondo!". E ancora:
"Voi cristiani siete il sale della terra e la luce del mondo. Perciò andate e annunciate la Buona Novella a tutti e ovunque".
Con queste parole Gesù ha fiducia in te che ascolti. E ti dice: "Anche tu sei sale della terra, perciò devi sentire e far sentire a chi ti incontra il gusto e la bontà della vita.
Anche tu sei luce del mondo, perciò devi vedere e far vedere a chi ti avvicina la gioia e la bellezza della vita, in tutte le sue dimensioni e in tutti gli ambienti.
E poiché io sono con te, non aver paura, non nasconderti per vergogna dei colleghi e degli amici.
Da solo faresti poco. Ma noi due insieme faremo cose grandi.
Alla fine, poi, della tua vita, davanti a Dio Padre e a miriadi di angeli e di santi, io Gesù ti dirò: "Bravo, servo buono e fedele, vieni ed entra esultante nella gioia eterna del tuo Signore!".
A 32 anni Agostino, africano di Tagaste, città dell'odierna Tunisia, si trova a Milano. E' un giovane fornito di un'intelligenza eccezionale e ha davanti a sé una splendida carriera.
Eppure è profondamente insoddisfatto. Un giorno dell'agosto 386, in un'ora di crisi, una voce interiore gli comanda: "Prendi e leggi". Agostano prende le Lettere di San Paolo e vi trova l'esatto brano odierno della 2° lettura:"Svegliatevi dal sonno. Non vivete in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze, tra impurità e licenze, tra contese e gelosie".
Più tardi scriverà nelle sue confessioni (VIII,12): "Non villi leggere altro e neppure ce ne fu bisogno".
Quelle parole lo svegliarono dal sonno di una povera e misera vita. Fu quello il momento della grande decisione. Da quel giorno il grande peccatore Agostino comincerà a diventare uno dei più grandi santi della Chiesa.
Da quel giorno Agostano sarà una splendida luce mandata da Dio per illuminare il mondo, di ieri, di oggi e di domani.
Amen! D. RICCARDO DELLA VALLE sdb
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