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LE COSE DI DON BOSCO: di JOSE' J. GOMEZ PALACIOS sdb ....

AL LADRO


Ero solo un'umile vigna. Crescevo sul lato sud della collina dei Becchi. Ero una parte dell'eredità che Francesco Bosco, morto prematuramente, aveva lasciato alla moglie Margherita e ai tre figli. Li sentivo come fossero la mia famiglia.
Mamma Margherita mi coltivava con grande cura.
Mi sentivo una vigna amata e ricambiavo, quando il tempo mi aiutava, con generose vendemmie. Ma su di noi incombeva un pericolo.
Al tempo del raccolto si aggiravano per le campagne dei farabutti che rubavano pannocchie di granoturco e grappoli d'uva.
Quell'anno avevo fatto un lavoro alla grande! Ero carica di grappoli floridi e turgidi. Per questo Mamma Margherita mi teneva d'occhio. Così vide quell'uomo che passeggiava lungo il sentiero che mi costeggiava. Margherita sospettò che in quella notte le si volesse fare un brutto tiro e, decisa e coraggiosa come sempre, chiamò a sé i figli, dicendo loro: "Temo che questa notte ci vogliano rubare l'uva: quindi staremo all'erta. Ma voi non dite una sola parola, osservate un profondo silenzio, e griderete con quanta voce avete in gola e col maggior fracasso possibile al ladro! al ladro! quando io ve ne darò il segnale".
Quando scese la notte, Margherita uscì fuori dall'uscio di casa e senza alcun lume si sedette per terra con i figli, che si strinsero intorno a lei.
Passò qualche tempo, ed ecco comparire un'ombra in fondo alla vigna, girare intorno alla siepe, e poi entrare nel podere, inoltrarsi lungo un filare e quindi fermarsi. Margherita osservava. Tutto era avvolto dal silenzio. I figli attenti, con un po' di batticuore, aspettavano il segnale.
Quell'uomo aveva già staccato un grappolo, quando Margherita gridò: "Vuoi andare all'inferno per un po' d'uva?" E i tre ragazzi la imitarono urlando a squarciagola: "Al ladro, al ladro! Forza, forza, gendarmi, gendarmi!" E, sbatacchiando mestoli e padelle di ferro, facevano un fracasso dell'altro mondo.
A quelle grida improvvise il ladro, fuori di sé per lo spavento, lasciò l'uva, si precipitò giù dalla collina, e si dileguò non senza cadere a rompicollo in qualche fosso.
Margherita, soddisfatta di quella vittoria, abbracciò i figli: "Vedete, anche senza fucili noi abbiamo fatto scappare i ladri". Tutti scoppiarono in una risata liberatoria. Anch'io, naturalmente.
Tenendosi per mano, fecero ritorno a casa.

La storia
Mamma Margherita, rimasta vedova e con un discreto carico di debiti, si mise coraggiosamente a coltivare i piccoli appezzamenti di terra ereditati dal marito, tra i quali c'era una vigna. La piccola quantità di terreno era a malapena sufficiente per sopravvivere. Il prezzo dei cereali e del vino era tenuto basso dalla politica agricola del tempo. Ogni piccola risorsa era preziosa. Vi furono anche due anni di siccità e carestia. La storia del ladro d'uva è raccontata nelle Memorie Biografiche (Volume primo, pp. 82-83).


Rubrica del BOLLETTINO SALESIANO dal 2011...

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