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LE COSE DI DON BOSCO: di JOSE' J. GOMEZ PALACIOS sdb ....

I tre soldati sul tetto  ............................................B.F.


I tre soldati sul tetto

Ammetto che abbiamo un'aria un po' impettita e un atteggiamento fieramente guerresco. Ma siamo il ritratto più o meno fedele di tre soldati. Siamo qui sulla facciata della Basilica di Maria Ausiliatrice dal 1890. Siamo arrivati con un po' di ritardo. Anche perché noi siamo usciti direttamente da un sogno.

Dal sogno del più grande sognatore che viveva da queste parti: don Bosco.
Si era addormentato tardi, quella sera, stanchissimo come sempre.
Si era ritrovato sul margine settentrionale del Rondò o Circolo Valdocco, donde, spingendo lo sguardo dalla parte della Dora, aveva visto in giù tre bellissimi giovani, splendenti di luce, i quali stavano orgogliosamente ritti in piedi.
Inutile dirvi che i tre bellissimi giovani eravamo noi: Solutore, Avventore e Ottavio.
Il Paradiso ci aveva migliorati molto anche esteticamente. Nella vita terrena, in realtà, eravamo dei soldati piuttosto rozzi, che con altri seimila compagni facevamo parte della gloriosa legione Tebea. La nostra legione era percepita come garanzia di pace e tranquillità. Per questo fummo mandati nella regione delle Alpi, dove i Galli spesso mettevano un po' di scompiglio.

Siamo diventati famosi per un'altra cosa. Eravamo quasi tutti cristiani. Così quando ci fu ordinato di uccidere degli inermi valligiani ci rifiutammo tutti. L'Imperatore ordinò che la Legione fosse "decimata": ogni dieci legionari, uno doveva essere giustiziato. Così molti di noi andarono incontro alla morte nel nome di Gesù.

Nel sogno, ci facemmo riconoscere da don Bosco e lo invitammo a venire con noi. Avevamo una missione da compiere. Dopotutto eravamo tre martiri giovani e don Bosco stava dedicando la sua vita per i giovani.

Diventammo subito amici e lo accompagnammo verso l'estremità di quel terreno nel quale ora s'innalza maestosa la chiesa di Maria SS. Ausiliatrice. Una Donna magnificamente vestita, con un incantevole sorriso sulle labbra e con affettuose parole, lo incoraggiò a non abbandonare i suoi figli, ma a proseguire con sempre maggior ardore l'opera intrapresa. Infine gli mostrò poco distante una casa, che allora esisteva realmente ed era divenuta proprietà di un certo Pinardi. Alzando la destra, con voce ineffabilmente armoniosa, l'augusta Signora esclamò: "Haec est domus mea! Inde Gloria mea!". Al suono di queste parole don Bosco rimase così commosso, che si svegliò. F

La storia

Per più di vent'anni la Basilica di Maria Ausiliatrice fu un bellissimo sogno nella mente e nel cuore di don Bosco. Molte volte la contemplò in sogno, tanto che venne costruita su quello che giustamente era chiamato "Il Campo dei Sogni". In un angolo di questo terreno, la Madonna gli indicò il luogo del martirio dei santi Solutore, Avventore ed Ottavio. Per questo le loro statue troneggiano sulla facciata della Basilica.


Rubrica del BOLLETTINO SALESIANO dal 2011...

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