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LE COSE DI DON BOSCO: di JOSE' J. GOMEZ PALACIOS sdb ....

Le pillole miracolose                                                        (B.F)

        BS - ..............................)


Sono l'ultima. Sono stata dimenticata in una fessura di questo cassetto e sono qui da più di cent'anni. Non mi ha mai trovato nessuno. Il bello è che sono una delle prime che quel chierico dallo sguardo limpido e i capelli ricciuti aveva preparato. Tutti dicevano che eravamo miracolose ed era vero. Ho visto guarigioni straordinarie per opera delle mie sorelle. Eppure eravamo solo palline di mollica di pane con un po' di zucchero colorato.
Ma Giovanni Bosco, il chierico che ci aveva preparate, si serviva di noi in un modo prodigioso: guariva gli ammalati! Naturalmente la ricetta era un po' più complessa e il malato che voleva giovarsi del nostro straordinario potere medico doveva aggiungere un'invocazione a Maria Santissima, accostarsi ai Sacramenti e recitare un dato numero di Ave, di Salve Regina o di altre preghiere alla Madonna. La prescrizione della medicina e delle preghiere talora era assegnata per tre giorni, talora per nove. I malati anche i più gravi guarivano. Non so dirvi se era per il nostro potere di medicine o per le preghiere a Maria, ma la fama del medico chierico si sparse di paese in paese e le persone che ricorrevano al nuovo medico erano sempre di più. A volte c'era una discreta coda davanti alla sua porta e tutti avevano una fiducia incondizionata nelle sue pillole miracolose. Lui attribuiva tutto il merito all'intercessione della Madonna, ma in fin dei conti, anche noi contavamo qualcosa.
Saremmo anche diventate famose e chissà quanti premi avremmo vinto, ma il nostro chierico faceva di tutto per tenere nascosto questo suo potere. Era fatto così: era proprio buono buono e non voleva diventare oggetto di ammirazione. Anche quando divenne "don" Bosco, dopo l'Ordinazione sacerdotale, al Convitto Ecclesiastico di Torino, continuò a fabbricare le pillole miracolose. Noi eravamo felici. Dietro la sua semplice ricetta sapevamo benissimo che c'erano il sorriso e la dolcezza di Maria.
Un certo signor Turco, guarito da una febbre maligna, recatosi a Torino a far visita a don Bosco per ringraziarlo, gli disse che il suo farmacista, esaminate le pillole, aveva scoperto che erano soltanto pane e lo pregò di manifestargli il segreto della medicina. "Ha recitato con fede le tre Salve Regina?" gli domandò don Bosco. "Oh certamente!" rispose quel signore. "È proprio quello l'ingrediente segreto!" concluse don Bosco.
Da quel giorno, don Bosco si limitò a ricorrere unicamente all'efficacia delle benedizioni.

La storia

Una testimonianza nelle Memorie Biografiche. Ci raccontò don Giovanni Garino: "Era l'anno 1862 ed io mi trovava preso da lenta febbre, che ogni dì più mi indeboliva per modo da non potermi io occupare nei miei studii di filosofia. D. Bosco il seppe e mi diede una scatoletta con nove pillole, dicendomi di prenderne tre per mattina e recitando un'Ave Maria ogni pillola. Feci quanto mi comandò e le febbri sparirono tosto completamente. Aggiungo che d'allora in poi sino al presente (6 maggio 1888) non ebbi mai più a soffrir febbri" (Volume VII, pag. 159).

Rubrica apparsa sul BOLLETTINO SALESIANO DAL 2011...

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