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LE COSE DI DON BOSCO: di JOSE' J. GOMEZ PALACIOS sdb


E Dio creò il calcio                                                                       
(di B.F. - BS n.6-2014)


(un sogno di don Bosco assolutamente inedito)

L'angelo era titubante, tossicchiò con discrezione per avvertire il principale della sua presenza. Dio naturalmente stava creando.
"C'è qui don Bosco che vorrebbe avere un colloquio".
"Uh, il caro Giovanni, fallo entrare, fallo entrare" disse il Signore.
Don Bosco entrò con la berretta in mano. "Buongiorno, Signore". "Vieni, Giovanni, vedo che non hai cambiato la veste talare e che hai un bello strappo lì al fondo".
"Giocando a Barra Rotta, un ragazzino mi ha pestato la veste, proprio mentre stavo correndo all'inseguimento di un altro, che era velocissimo. Ma l'avrei preso, eh!"
"Non ne dubito, Giovanni. Ti ho fatto piuttosto in gamba… Sono contento di vedere che ti piace ancora giocare".
"Proprio per questo sono qui, Signore. Tu sai quanto sia importante per me che i ragazzi abbiano lo spazio per scatenarsi nel gioco e nell'allegria".
"Lo dici a me, che li ho inventati! Le urla dei ragazzi in un cortile sono la mia musica preferita: i cori degli angeli sono così noiosi…"
"Scusami, Signore. Ma trovo che i giochi che abbiamo richiedono trampoli, corde, bastoni o hanno regole complicate. Non potresti inventare un gioco semplice semplice, che piaccia a tutti i bambini del mondo, che si possa giocare dovunque, in un cortile, un prato, una piazza, in uno spazio grande come in uno piccolo, al freddo e al caldo, con le scarpe e a piedi nudi? Che ne dici?"
Il Buon Dio sorrise:
"È una buona idea. Penso di potercela fare. Sarà un regalo per i tuoi oratori".
"Grazie, Signore" disse don Bosco e si congedò con un devoto inchino.
Dopo un po', Dio si rialzò trionfante e disse: "Fatto!".
Il Signore chiamò l'angelo assistente: "Trovami subito ventidue giovani angeli in forma per un esperimento. Devo collaudare la mia idea".
In Paradiso, le cose si fanno in fretta e così un attimo dopo, ventidue angioletti divisi in due squadre si affrontavano in un duello accanito dietro ad un pallone. Il Signore guardava compiaciuto:
"Lo chiamerò calcio e divertirà i ragazzi di tutto il mondo. Gli oratori di don Bosco lo apprezzeranno parecchio".
Anche i ventidue angioletti si divertivano fin troppo. Ad un certo punto, uno dei giocatori intervenne un po' troppo rudemente sulle gambe di un avversario e ne nacque una zuffa furiosa.
Il Buon Dio si rabbuiò un pochino: "Devo fare un ritocco" disse. Tornò al lavoro e creò l'arbitro.

La storia

Nel Sistema Preventivo, don Bosco scrive: "Si dia ampia libertà di saltare, correre, schiamazzare a piacimento. La ginnastica, la musica, la declamazione, il teatrino, le passeggiate sono mezzi efficacissimi per ottenere la disciplina, giovarne alla moralità e alla sanità. Fate tutto quello che volete, diceva il grande amico della gioventù S. Filippo Neri, a me basta che non facciate peccati".


                                      

Rubrica apparsa sul BOLLETTINO SALESIANO DAL 2011...


         
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