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 LE COSE DI DON BOSCO di : Josè J. GOMEZ PALACIOS sdb

L'ALBERO DELLA CUCCAGNA

Mi spostavo di villaggio in villaggio e di fiera in fiera. Questa era la mia vita da albero della cuccagna. Mi ha sempre dato fastidio il fatto che mi riempissero di grasso di maiale ma… a pensarci bene… era il prezzo da pagare se non volevo diventare preda dell'ascia di qualche contadino e poi bruciato nel focolare domestico.
Il mio proprietario, un uomo con sopracciglia folte, quella volta mi preparò per la fiera di Montafia, un paesino dove le strade non erano nemmeno pietrificate e ovunque c'era odore di mucca.
Albeggiava quando il mio padrone mi portò sulla piazza principale del paese. Mi conficcò ben bene nel terreno e, per far sì che il mio corpo fosse ben dritto, aggiunse una fila di pietre in verticale… in cima c'erano i premi: una borsa con venti lire, un salame, un fazzoletto, una bottiglia di grappa…
Dopo la messa solenne, piano piano, la piazza si riempì. Il mio padrone urlava a gran voce: "Cinquanta centesimi… forza… provate gente provate…". In men che non si dica si trovò intorno tanti giovani contadini, desiderosi di mettere alla prova le proprie abilità fisiche. Osservavano attentamente i premi e, anche se un poco a malincuore, pagavano i cinquanta centesimi. Iniziavano quindi ad arrampicarsi sul mio corpo con grande impeto ma, ben presto, le forze venivano meno e, uno dopo l'altro, cadevano al suolo, tra le beffe e le risate di quelli che li stavano a guardare.
A un certo punto, però, incrociai lo sguardo di un ragazzino e, da com'era vestito, non era certo un contadino…. Chissà magari era uno studente… i suoi occhi intelligenti stavano osservando con attenzione le varie cicatrici sul mio corpo, segni dei vari rami che mi erano stati tagliati.
Arrivò il suo turno… per alcuni secondi chiuse gli occhi, per concentrarsi… appoggiò le mani su di me e, lentamente, iniziò la salita. Si appoggiava sui talloni per recuperare le forze… non aveva il benché minimo senso di ansia. A mano a mano che saliva sempre più anche la gente che lo osservava era sempre più silenziosa e attonita.
Quando si trovò vicinissimo ai premi, si fermò un momento… non aveva quasi più forza in corpo… il silenzio era totale… come si dice? Ah sì… non si sentiva volare una mosca… davvero… fece un bel respiro, allungò la mano e… oplà! Riuscì a prendere la borsa con le 20 lire ed il salame… scese tra le urla festanti di tutti gli spettatori e, velocemente, se ne andò… non ho mai avuto la fortuna di poterlo di nuovo incontrare.
Ogni volta che, però, mi prende quella sensazione di paura di dovermi spostare da una fiera all'altra, penso a quel ragazzino, a quel giovane studente. Sono sicuro che quei soldi li abbia utilizzati per comprarsi libri per la scuola e che sia diventato una persona saggia e buona.
La storia
Giovanni Bosco, giovane studente a Chieri, doveva trovare i soldi per pagarsi gli studi. Proprio per questo si adattò a fare diversi lavoretti… e partecipò anche all'albero della cuccagna in una fiera di paese (Memorie Biografiche, volume 1).


Rubrica apparsa sul BOLLETTINO SALESIANO DAL 2011...

         
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