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 LE COSE DI DON BOSCO di : Josè J. GOMEZ PALACIOS sdb

LA COPERTA

Sono una coperta ruvida e senza ambizioni di grandezza, però so dare calore e conforto a chi mi usa, soprattutto nelle notti fredde e umide.
Ero stata acquistata da uno strano prete e da sua madre al mercato del Balôn di Torino. Ero stato portata in una casupola non molto distante, umida e fredda quanto bastava.
Dalle parole dei due capii che ero stata comprata in sostituzione di altre coperte che il buon don Bosco aveva fornito ad alcuni giovinastri che aveva ospitato in casa e che la mattina dopo erano spariti portandosi via le coperte.
Don Bosco aveva ritentato l'esperimento pochi giorni dopo, ed era andata peggio: gli avevano portato via anche il fieno e la paglia.
Tremavo per il mio futuro: quei due non avevano l'aria di chi si scoraggia.
Difatti.
Una sera di maggio. Pioveva a catinelle. Don Bosco e sua madre avevano appena terminato la cena, quando qualcuno bussò al portone. Era un ragazzo bagnato e intirizzito, sui 15 anni.
"Sono orfano. Vengo dalla Valsesia. Faccio il muratore, ma non ho ancora trovato lavoro. Ho freddo e non so dove andare..."
"Entra" gli disse don Bosco. "Mettiti vicino al fuoco, che così bagnato ti prenderai un accidente".
Mamma Margherita gli preparò un po' di cena. Poi gli domandò: "E adesso, dove andrai?"
"Non lo so. Avevo tre lire quando sono arrivato a Torino, ma le ho spese tutte". Silenziosamente si mise a piangere. "Per favore, non mandatemi via".
Margherita pensò alle coperte che avevano preso il volo e mi guardò riluttante.
"Potrei anche tenerti, ma chi mi garantisce che non mi porte-rai via le pentole?"
"Oh no, signora. Sono povero, ma non ho mai rubato".
Don Bosco era già uscito sotto la pioggia a raccogliere alcuni mattoni. Li portò dentro e fece quattro colonnine su cui distese alcune assi. Poi andò a togliere dal suo letto il pagliericcio e lo mise sopra le assi.
"Dormirai qui, caro. E rimarrai finché ne avrai bisogno. Don Bosco non ti manderà mai via".
La buona madre mi distese sul ragazzo e mi rimboccò ben bene, poi lo invitò a recitare le preghiere.
"Non le so" rispose.
"Le reciterai con noi" gli disse. E così fu. Subito dopo, con dolcezza materna, gli fece un discorsino affettuoso sulla necessità del lavoro, della fedeltà e della religione.
Piacque anche a me, anche se ero solo una povera coperta ignorante. Ma quella notte vigilai attentamente sul ragazzino, custodii i suoi sogni, che contenevano di tutto ma non la voglia di scappare. E da quella volta ne riscaldai di ragazzi! X
La storia
I Salesiani hanno affettuosamente visto in questo sermoncino di mamma Margherita la prima "buona notte" (una breve parola del capo della casa) con cui si è soliti chiudere la giornata nelle case salesiane, e che don Bosco giudicava "chiave della moralità, del buon andamento e del successo".


Rubrica apparsa sul BOLLETTINO SALESIANO DAL 2011...


         
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