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 LE COSE DI DON BOSCO di : Josè J. GOMEZ PALACIOS sdb

LA CASETTA DEI BECCHI

Anche se ho duecento anni, mi chiamano ancora la "casetta" di don Bosco. È un vezzeggiativo. Me lo sono meritato. In condizioni normali, dovrei essere un rudere sepolto da molto tempo.
Tutti pensano che io stia in piedi solo grazie ai muri di sostegno che mi hanno costruito intorno. In realtà ogni mattina sono io che raccolgo tutte le forze e mi raddrizzo a tetto alto in segno di fedeltà a quelli che un tempo abitarono dentro le mie stanze.
Questo è il mio segreto.
Da un po' di tempo non so più che cosa siano silenzio e quiete. Centinaia di visitatori ogni giorno mi vengono a vedere da tutte le parti del mondo. Tutti vogliono una fotografia con me.
Sinceramente, sono stanca che si guardi solo ai miei poveri mattoni e vaghe parole di simpatia per quelle persone che ho avuto l'onore di ospitare.
Faccio parte delle "pietre urlanti" del Vangelo. Vorrei gridare la forza di Mamma Margherita e ricordare il coraggio di quella madre per far crescere i propri figli. Lei sola fu capace di trasformare i miei poveri muri in una casa calda e con-divisa: una famiglia.
Come vorrei raccontare le conversazioni di Mamma Margherita con i suoi figli, le buone notti in cui insegnava loro come essere forti nella vita senza perdere la tenerezza. Tengo nel mio vecchio cuore di mattoni il ricordo della sua ca-rità, la capacità di condividere con i più bisognosi la scarsa farina e la poca minestra. E la sua fede profonda trasfor-marsi in accoglienza sincera.
Nel mio fienile, oggi vuoto, conservo l'eco delle storie che Giovannino Bosco raccontava ai suoi amici, scintille colora-te e affettuose per la felicità dei piccoli amici. E di qualche adulto curioso.
I visitatori che arrivano qui mi fotografano (credo di essere il monumento più fotografato d'Europa) scuotono la testa e dicono: "Che bambino povero è stato don Bosco!"
Vorrei dire forte: "Vi auguro di avere nella vostra casa, tutto l'amore, il calore e la gioia che ho vissuto io con questa mia piccola famiglia… "
E nessuno vede le lacrime di nostalgia che scorrono sui miei vecchi muri. M

Nelle prime pagine delle "Memorie dell'Oratorio", don Bosco narra la sua infanzia e i momenti belli e difficili pas-sati con Mamma Margherita, i fratelli e la nonna nella casetta dei Becchi.


Rubrica apparsa sul Bollettino Salesiano dal 2011...


         
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