| HOME PAGE - ITALIANO | FORMAZIONE CRISTIANA  | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO |


 LE COSE DI DON BOSCO di : Josè J. GOMEZ PALACIOS sdb

L'Asino della Generala

Sono forte e resistente. Ho imparato a non mostrarmi troppo caparbio o cocciuto. Non sono mica un mulo. Anche perché in caso contrario mi riempiono di botte. Il mio pelo grigio è il riflesso della mia vita triste.
Quando ero solo un puledrino fui comprato dall'amministratore della "Generala", il carcere per giovani delinquenti di Torino. Servo a trasportare gli arnesi più pesanti che i carcerati devono usare durante i lavori forzati. Quando le guardie li prendono a bastonate, questi giovani orribili si rifanno su di me, a calci e pugni, come se anch'io fossi un carceriere. Sono tristi, cattivi, sporchi e puzzolenti.
Ma in mezzo a tante sofferenze, conservo un segreto che è stato un lampo di luce nella mia povera vita. C'era una persona speciale che veniva di tanto in tanto a visitare i giovani carcerati e li riempiva di dolci e soprattutto di amicizia e parole buone. Era un giovane prete e tutti lo chiamavano don Bosco.
Un giorno, il giovane prete si presentò arditamente dal direttore del carcere e propose: "Questi giovani hanno bisogno di aria aperta. Vorrei farli uscire tutti per un giorno. Una bella passeggiata farà loro del bene all'anima e al corpo".
Il Direttore sbalordito fece un salto sulla sedia: "Lei scherza, vero?" "Per nulla! Mi impegno
a riportarli tutti alla sera" ribatté don Bosco. Ma per avere il permesso dovette ricorrere al Ministro del Re, che acconsentì: "Va bene, ma dei carabinieri in incognito vi seguiranno". Il giovane prete aveva sorriso: "Vorrei essere da solo, se non le di-spiace"
Il Ministro, sbalordito, brontolò: "Alla sera non ne porterà nemmeno uno".
Il giorno dopo un'allegra e variopinta carovana prese la strada di Stupinigi, una delle più belle ville del re. Io trottavo davanti a tutti, con un gran carico di salami, pagnotte e fiaschi di vino. Ero così felice che non mi accorgevo del peso.
Ad un certo punto, temendo che don Bosco si stancasse, mi liberarono dalle provviste e mi misero don Bosco sulla groppa. Mi sentivo più fiero del cavallo del re.
A Stupinigi don Bosco li condusse in chiesa, celebrò la Messa, li trattò allegramente a pranzo e a merenda e durante tutta la giornata li occupò in diversi divertimenti. Descrivere la felicità che rifioriva su tutti quei volti è impossibile. Godettero un mondo di delizie, nei viali del castello reale, all'ombra delle piante, sulle sponde delle acque, in quei prati vestiti di erbe e smaltati di fiori.
La sera, rientrarono tutti nella loro triste dimora.
Il Ministro aspettava con impazienza il risultato della spedizione e ne fu contento. Anzi, siccome aveva un giovane nipote assai dissipato, decise di affidarlo a don Bosco, dichiarando: "Solo lui può cambiargli il cuore!". x

Nel 1855, don Bosco ottenne il permesso di portare in gita a Stupinigi tutti i giovani del carcere minorile "La Generala" di Torino. Le vettovaglie erano portate da un asino su cui i giovani fecero salire don Bosco. Alla sera, tutti i giovani tornarono in carcere. (Memorie Biografiche V, 220 e ss.)

Rubrica apparsa sul Bollettino Salesiano dal 2011...


         
      | HOME PAGE - ITALIANO | FORMAZIONE CRISTIANA  | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO |


                                                                                                                            Visita Nr.