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 ARTISTI A VALDOCCO - Arte salesiana a Valdocco

La consegna delle Chiavi a San Pietro
di Filippo Carcano

Il dipinto con la Consegna delle chiavi a San Pietro realizzato da Filippo Carcano è il meglio documentato dei tanti quadri che furono esposti sugli altari della Basilica torinese di Maria Ausiliatrice.


La tela, prima delle trasformazioni del 1935-45, si trovava sull'altare dedicato a san Pietro, nel transetto destro della chiesa. L'altare fu demolito e sostituito da quello monumentale disegnato da Mario Ceradini e dedicato a don Bosco; i resti del precedente (mensa marmorea e pala) furono posti nella cripta sotto la sacrestia della basilica, ugualmente dedicata a san Pietro.
Per amore del Papa
Don Bosco, visto l'anticlericalismo dilagante e le contestazioni alla politica di Pio IX, volle confermare nella nuova basilica la sua devozione al papa, successore di san Pietro, con la costruzione di un altare espressamente dedicato al 'principe degli apostoli'. Desiderando una pala importante che fosse in grado di esprimere i suoi sentimenti, si rivolse al duca milanese Tommaso Gallarati Scotti perché gli suggerisse un pittore, in ambito milanese, all'altezza dell'opera che voleva per la sua chiesa. Il duca gli presentò Filippo Carcano come il più capace interprete delle sue idee. Il pittore propose "Un dipinto solo per S. Pietro che riceve le chiavi del Salvatore".
Il quadro era già pronto il 21 aprile 1869; in quella occasione don Bosco scrisse da Mornese a don Michele Rua perché sollecitasse "la cornice del quadro di S. Pietro" (Epistolario di don Bosco, a cura di F. Motto, lettera 1302). Il 27 giugno successivo informava il duca Gallarati Scotti che "Il quadro di S. Pietro è a suo posto, la cornice lo aggiustò benissimo". Visti la confidenza che si era stabilita tra il nostro e il Gallarati Scotti e il suo coinvolgimento nella scelta del soggetto del dipinto, non è da eludere che il quadro sia stato offerto proprio da quest'ultimo.
Tre biglietti della lotteria
Il pittore Filippo Carcano era nato a Milano il 25 settembre 1840; entrato all'Accademia di Brera, ebbe come maestri Francesco Hayez e Giuseppe Bertini; fu a Parigi e Londra nel 1860. Ritornato in patria si distaccò progressivamente dal mondo accademico, al punto che i suoi dipinti ebbero quasi unicamente acquirenti inglesi ed americani. Fin verso il 1880 il pittore si dedicò quasi prevalentemente alla composizione di scene di genere: esemplari sono Una partita a bigliardo e Scuola di ballo; dopo quella data le sue ricerche si concentrarono con successo sulla pittura di paesaggio. Partecipò a numerose esposizioni nazionali ed internazionali. Morì a Milano il 19 gennaio 1914.
Il quadro torinese è dunque l'unica opera a carattere sacro del pittore, è impostata in conformità ai più rigidi canoni dell'iconografia cristiana ed è una lettura spirituale del brano del vangelo di Matteo (16, 17-19) meglio conosciuto come la confessione petrina di Cesarea di Filippo: Gesù, avvolto da nuvole ultraterrene e il corpo circondato da una luce divina, si presenta a Pietro inginocchiato, quasi in una visione, e gli offre le ideali chiavi del Regno dei Cieli. Un po' discosti dalla scena principale, un gruppetto di apostoli (uno dei quali è certamente Giovanni) guarda attonito la scena, facendo movenze a commento di quanto sta accadendo. La composizione è luminosa; non solo i banchi di nubi, ma le stesse vesti del Maestro emanano luce riflettendo quella che proviene dietro le spalle di Pietro e che coinvolge anche gli apostoli di contorno.
Eseguita nel 1869 la Consegna delle chiavi è dunque un'opera giovanile; il Carcano è ancora alla ricerca di un suo personale linguaggio, ma si rivela già orientato verso quello che si può definire un protodivisionismo, anche se è molto attento ai dati del reale. Il dipinto è siglato.
Una curiosa notizia la apprendiamo da una lettera del Carcano a don Bosco del 20 aprile 1873: il nostro santo aveva inviato al pittore tre biglietti di una lotteria, quest'ultimo ne trattenne uno rimandando gli altri due con l'importo di Lire 10.


                                                                                                                                         NATALE MAFFIOLI sdb
       *** Vedi la Cappella San Pietro in Valdocco   

       
Dal BOLLETTINO SALESIANO: Febbraio, 2013..

         
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