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         ARTISTI A VALDOCCO - ARTE SALESIANA A VALDOCCO

      
Introduzione

Per tutti i membri della Famiglia Salesiana, la Basilica torinese di Maria Ausiliatrice rappresenta un punto di riferimento per la devozione mariana e per comprendere lo spirito di don Bosco. In un secolo e mezzo è stata visitata da milioni di devoti: tanti hanno pregato, hanno offerto le loro gioie e le loro pene alla Madre di Dio; hanno chiesto un aiuto e la forza per sopportare le avversità della vita.
La basilica è anche una struttura architettonica che ha subito, in tanti anni, le più diverse trasformazioni. Appena consacrata, lo stesso d. Bosco aveva compreso che, nonostante l'ampiezza, nelle feste non poteva contenere le folle che la visitavano. E lui stesso aveva fatto costruire alle spalle del presbiterio un ampio coro a servizio del clero.
Toccò al suo successore, don Michele Rua, provvedere ad una più sontuosa decorazione dell'interno; Don Bosco morendo l'aveva lasciata provvista del necessario ma le pareti erano spoglie e le decorazioni scarse. Don Rua si preoccupò di far dipingere l'intradosso della cupola, di dare una cornice più importante al quadro di San Giuseppe del pittore Tommaso Lorenzone, e, specialmente, di far costruire un nuovo altare che contenesse degnamente il quadro importante dell'Ausiliatrice. Provvide così, su disegno dell'architetto Crescentino Caselli, a fornire una importante ancona al quadro che, oramai, era diventato a livello internazione l'immagine più accreditata dell'Ausiliatrice. Furono coinvolti in prima battuta il pittore Enrico Reffo e lo scultore Giacomo Ginotti. Don Rua cambiò anche il titolare della cappella allora dedicata ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria con l'intitolarla a San Francesco di Sales, patrono dei salesiani (visto che la chiesetta di San Francesco di Sales degnamente sostituita da quella di Maria Ausiliatrice era stata destinata ad altro uso profano) il dipinto di Giovanni Bonetti fu spedito a Caserta per decorare l'altare maggiore della chiesa del collegio salesiano.
All'inizio degli anni venti del Novecento, in vista della beatificazione di don Bosco l'allora superiore dei salesiani don Filippo Rinaldi prospettò un ampliamento della basilica affidando la progettazione all'architetto veneziano Mario Ceradini, ma l'impresa non ebbe, per diversi morivi, seguito. Fu il suo successore don Pietro Ricaldone che, affidando la preparazione dei progetti di ampliamento all'architetto salesiano Giulio Valotti. negli anni tra il 1935 e il 1942 portò a compimento l'opera, salvaguardando il più possibile la struttura originaria e arricchendo l'interno con un nuovo altare maggiore per l'Ausiliatrice, sostituendo il vecchio altare dedicato a San Pietro con uno nuovo (progettato dall'architetto Ceradini) che ospitasse le reliquie di don Bosco già proclamato santo, e con una ornamentazione marmorea di grande effetto.
Per il nuovo allestimento non si invitarono artisti di fama, si preferì puntare sull'effetto di insieme che desse alla nuova basilica una fastosità in sintonia con i tempi.

                                                                                                                                    NATALE MAFFIOLI sdb        
       


         
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